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L’ACCESSIBILITÀ E L’IMPEGNO DELL’ARIS

Pubblicato da in Editoriali ·
Tags: accessibilitànormativalineegiudaturismoaccessibilePalermocapitalecultura2018diasbilitàsensorialimotorieARISportataclickPanormuskitappprogetto
Premesso che l’accessibilità, la fruibilità e visitabilità di uno spazio, chiuso o aperto che sia, debbano essere garantite dal rispetto di ben presisi requisiti strutturali, definiti dalla normativa in materia (DM 236/89 “Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche”, DPR 503/96 “Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici”, e più nello specifico il decreto del 28 marzo 2008 “Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale” – G.U. n.114 del 2008), quando si parla di “turismo accessibile” è sicuramente indiscusso il fatto che l’implementazione di ulteriori specifici interventi e accorgimenti possa potenziare le prime e soprattutto promuovere la crescita e l’integrazione del disabile attraverso una più completa “esperienza dell’arte”. Pianificare interventi che possano garantire piena accessibilità e inclusione del disabile implica altresì il superamento delle barriere senso-percettive e la promozione dell’accesso all’informazione e alla conoscenza.
In tal senso per la normativa in materia si fa riferimento alla Legge Stanca n. 4/2004 - G.U. n. 13 del 2004, recante “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”, con successivo D.M. 8 luglio 2005 - Allegato A, e ai protocolli internazionali Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.0 del 2008. Questa piccola premessa, unitamente all’ormai ultraventennale impegno dell’ARIS a sostegno dell’inclusione sociale del disabile visivo, è a mio avviso funzionale a creare una cornice rispetto alla volontà della stessa di realizzare un progetto ad hoc rispetto a tale tematica. E l’occasione giusta è arrivata qualche mese fa, con un bando promosso dal Comune di Palermo per iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale e monumentale, con specifico interesse per il Turismo Accessibile, per un turismo che attrae e accoglie le persone con bisogni speciali. Nell’ottica di una Palermo Capitale della Cultura 2018, un’attenta analisi delle domande “diverse”, che possono legarsi a bisogni specifici di turisti e cittadini con disabilità sensoriali, motorie, particolari intolleranze alimentari o diete è in effetti una conditio sine qua non è difficile parlare di cultura del’integrazione, che invece è condizione caratterizzante la città di Palermo. Lo storico Tommaso Fazelli nella seconda metà del 1500, così come ripreso in “Storia di Sicilia“, scriveva: «Palermo, per altro, ha meritato e mantiene la singolare fama di non essere seconda a nessun’altra città nell’accogliere e ospitare amorosamente i forestieri» (1990). Va da sé che l’accoglienza non deve essere riservata soltanto allo straniero nel significato etimologico del termine, quest’idea di accoglienza e ospitalità amorevole necessita di esere ampliata e fattivamente implementata anche, e soprattutto, con riferimento a chi per un deficit sensoriale, motorio o intellettivo si ritrova ad essere nella maggior parte dei casi escluso da tantissime attività “normali”, così com’è la cultura, il patrimonio artistico. E poi, come mi pace sempre ricordare, rendere realmente accessibili  i propri percorsi monumentali e musei, la propria arte gastronomica, le proprie strade significherebbe riuscire appieno a comunicare la propria storia senza limitazione alcuna, senza far sì che esitano turisti di primo e di secondo ordine. Sono indiscussi i progressi che negli ultimi anni sono stati fatti in merito a tale tematica, tuttavia l’Italia, e la Sicilia in primis, rimangono ancora molto indietro rispetto a tanti altri Paesi europei nella capacità di rendere tutti i cittadini “pari fruitori”. Palermo si è mostrata negli anni attenta nei confronti dell’accessibilità turistica, diverse sono state difatti le iniziative con cui si è cercato di superare le limitazioni presenti all’interno dei vari siti culturali, ma troppo spesso queste sono risultate “dispersive”. E l’idea del progetto dell’ARIS è proprio quella di ampliare questi servizi ma, soprattutto, di uniformarli, di integrarli in un’offerta unica che possa mostrarsi utile e utilizzabile da tutti i turisti, stranieri e non, con disabilità e non. Realizzando proposte diversificate di servizi e accrescendo la qualità e la quantità dell’offerta così da valorizzare la capacità attrattiva della città di Palermo, l’idea progettuale dell’ARIS si snoderà su diverse tipologie di attività, dalla realizzazione di materiale informativo sui siti monumentali di riferimento (nello specifico l’Oratorio di Santa Cita, la Cappella Palatina, il Palazzo della Zisa, il Teatro Massimo, l’Orto Botanico, la Chiesa dell’Ammiraglio o Martorana e la Chiesa dell’Immacolata Concezione – tre dei quali fanno parte del percorso Arabo-Normanno) in 6 lingue diverse (inglese, francese, spagnolo, tedesco, polacco e arabo), al rilancio del Museo Aptico (importantissimo patrimonio della città che ospita diversi 3D dei principali monumenti di Palermo) con implementazione della sua collezione. Dalla realizzazione dei laboratori esperienziali per le persone, soprattutto ragazzi, con disabilità intellettivo-relazionale, fino a quella che noi consideriamo la “ciliegina sulla torta”: un’app che mette insieme tutte le informazioni legate all’accessibilità, alla mobilità urbana, alla presenza nelle vicinanze di presidi ospedalieri o punti di primo itervento. Perchè la ciliegina sulla torta? Perchè crediamo che l’attrattività di una meta turistica possa solo beneficiare dell’opportunità ch’essa offre al potenziale fruitore di conoscere anticipatamete tutti i senrvizi di cui potrà godere. A maggior ragione, pensare ad un “Turismo Inclusivo” significa permettere la persona con esigenze speciali di poter pianificare in autonomia e vivere appieno l’esperienza del viaggio. In aggiunta a quanto sopra detto,verranno realizzati dei bidimesionali sui principali Geni di Palermo (Genio del Porto, Genio del Garraffo, Genio di Palazzo Pretorio, Genio di Piazza Rivoluzione e Genio di Vila Giulia), rappresentati da un uomo barbuto, con una corona e un serpente intorno, seduto su un trono nell’atto di controllare la propria città. Anche il Genio in fondo simboleggia l’integrazione. È l’emblema di Palermo, personificazione della città, protettore laico (complementare a Santa Rosalia) e simbolo dei suoi abitanti, di ogni origine e appartenenza culturale, etnica, religiosa e sociale, simbolo dunque di piena accoglienza e integrazione. Ed è questa l’immagine che noi vogliamo ancora di Palermo, di una città che integra e si rende accessibilie, visitabile e vivibile a tutti, ed è a questa immagine a volte contorta che abbiamo deciso di dedicare il numero di dicembre di Unione News, con testimoniaze di professionisti, esperti del settore e mamme che vivono in prima persona l’esperienza dell’inaccessibilità.

Dott. Rocco Di Lorenzo - Presidente ARIS e UnANPASS


L’ACCESSIBILITÀ DEI BENI CULTURALI: PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE PER UNA VISITA INCLUSIVA

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Tags: accessibilitàculturabenipatrimonioartisticostoricobarrirearchitettonichedisabilidisabilitàmotoriesensorialiItaliaSiciliamuseioperearte
L’eredità culturale di un popolo è comprensiva di molteplici esperienze, rappresentate dalla produzione storico-artistica, che costituisce un patrimonio estremamente ricco e variegato, oggi racchiuso e definito nei termini di beni culturali....

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