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IL CINEMA ACCESSIBILE

Pubblicato da in Salute e Società ·
Tags: cinemaaccessibileculturaTorinoAPRIPiemonteIncontri
Quando si affronta, in ambiente tiflologico, il problema dell’accessibilità del cinema, si entra inevitabilmente nel campo, assai più vasto, dell’audiodescrizione. Le tecniche di audiodescrizione risultano infatti fondamentali, oltre che in ambito cinematografico, anche nella rappresentazione di ambienti, opere grafiche, pitture, fotografie, disegni ecc. Stiamo parlando, dunque, di un ventaglio assai vasto di applicazioni, che possono andare dal turismo alla didattica scolastica,  per le quali esistono tuttavia regole basilari comuni a tutte le situazioni.   Proveremo, qui di seguito, ad enunciare, sia pur in estrema sintesi, quelle principali:
• descrivere prima gli elementi più importanti e solo dopo, se il tempo lo consente, i dettagli;
• concentrarsi sugli aspetti percepibili solo con l’uso della vista e trascurare ciò che può essere acquisito da altri canali sensoriali;
• non sovrapporre la propria voce ai dialoghi dei film o alla descrizione di altre guide;
• sintetizzare al massimo la descrizione onde non far perdere altre stimolazioni sensoriali contemporanee;
• rispondere, con precedenza, ad eventuali domande di chiarimento poste dall’assistito.
Venendo ora a focalizzare la nostra attenzione sulle realizzazioni per rendere accessibili le proiezioni cinematografiche ai disabili visivi, poste in essere ad oggi sul piano nazionale, ci soffermeremo principalmente su tre realtà, diverse ma complementari. Innanzitutto va citata la trentina “Cineteca delle Alpi”, che fa capo alla cooperativa sociale “Senza Barriere - onlus” di Scurelle (TN). L’iniziativa, partita nel 2004, consente ai non vedenti di ricevere a casa propria, in prestito, compact-disk contenenti la traccia sonora audiodescritta di numerosi film. La voce che descrive viene inserita sfruttando i momenti di silenzio o assenza di dialoghi. Questa modalità di fruizione possiamo definirla, in un certo senso, casalinga o privata. Essa non prevede infatti il raggiungimento di una sala cinematografica. Ciò consente di superare i problemi di mobilità, comuni a quasi tutti i disabili visivi, ma non permette, nel contempo, di godere degli effetti inclusivi e di socializzazione prodotti dal recarsi al cinema con un gruppo di famigliari o amici normodotati. Il progetto è sostenuto economicamente dalla Provincia Autonoma di Trento. I disabili, per abbonarsi al prestito, devono versare un canone annuo puramente simbolico. Assai diverso appare invece l’approccio, più dinamico, che ha portato alla messa in linea dell’app denominata “Moviereading”. Si tratta di un prodotto informatico, scaricabile liberamente su smartphone o tablet, che garantisce sia la sottotitolatura dei film per i sordi, sia l’audiodescrizione per i non vedenti. Il software può essere utilizzato direttamente all’interno delle sale di proiezione, è in grado di sincronizzarsi automaticamente con il sonoro ambientale e permette, al non vedente, di ascoltare la descrizione delle scene tramite cuffia. Occorre però realizzare anticipatamente, come pure per i CD sopra descritti, la traccia sonora adattata. I limiti di questo approccio consistono prevalentemente nel fatto che si presuppone la piena autonomia del disabile visivo nell’uso dello smartphone. Se ciò è abbastanza realistico nelle giovani generazioni, non lo è altrettanto per il pubblico delle persone anziane, ovvero la maggioranza degli ipovedenti e ciechi. Una via, per così dire, più istituzionale sembra quella infine imboccata dal progetto nazionale “Cinema anch’io”, animato da operatori culturali e associazioni locali che intendono operare per un’accessibilità a tutto tondo, comprensiva dunque anche delle problematiche cognitive e portate dall’autismo. L’iniziativa intende sensibilizzare soprattutto le autorità politiche, e specialmente i Ministeri competenti, affinchè venga finanziato dal Governo il lavoro per l’adattamento di un certo numero di film prodotti ogni anno in Italia. In questo filone stanno gradualmente convergendo diverse organizzazioni regionali fra cui merita senz’altro una menzione “Torino + Cultura Accessibile”, benemerita associazione piemontese guidata dalla dott. Daniela Trunfio. Tale struttura organizza, da alcuni anni, master universitari dedicati all’audiodescrizione ed è riuscita a coinvolgere, in alcune sue iniziative, il Torino Film Festival e il Museo Nazionale del Cinema. Un ultimo cenno, infine, alla possibilità di apprendere, da parte di famigliari e amici, alcuni concetti fondamentali per una audiodescrizione personalizzata e senza filtri tecnologici o istituzionali. Andare al cinema resta infatti fondamentalmente un piacere tutto privato, difficile da programmare con giorni di anticipo. La pellicola da vedere viene, in genere,  concordata con il proprio gruppo, senza dover per forza cercare quello accessibile. Non è bello, inoltre, far pesare agli altri una scelta quasi obbligata per motivi di fruibilità sensoriale autonoma. Per acquisire i rudimenti per un’audiodescriziione essenziale basta, del resto, davvero poco e, a tal fine, l’Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti di Torino (A.P.R.I.-onlus) organizzerà, nei mesi di marzo e aprile 2018, una serie di tre incontri coordinati dalla psicologa dott. Simona Guida.

Prof. Marco Bongi - Presidente A.P.R.I.-onlus
Per ulteriori informazioni o adesioni scrivere a:  apri@ipovedenti.it


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