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IL TRAPIANTO DI CORNEA

Pubblicato da in Salute e Società ·
Tags: trapiantocorneetessutocornealetecnichebancaocchi
Quando, per qualsiasi motivo, ad esempio infettivo, distrofico, degenerativo o traumatico, si ha una perdita di trasparenza corneale o una rilevante alterazione del suo profilo, l’unica soluzione è un trapianto di cornea.
Più correttamente, invece che di trapianto si dovrebbe parlare di innesto di cornea, in quanto viene utilizzato un tessuto e non un organo.
In termini tecnici l’intervento si chiama “cheratoplastica” e, nello specifico, si definisce perforante se si sostituisce la cornea in tutto il suo spessore (pk) o lamellare se vengono rimpiazzati solo alcuni strati del tessuto corneale (lk). Se sostituiamo la parte anteriore della cornea effettueremo un cheratoplastica lamellare anteriore profonda (dalk), mentre se rimuoviamo il foglietto più profondo chiamato endotelio, sostituendolo con uno di donatore, eseguiremo una cheratoplastica lamellare endoteliale (dsaek/dmek).
Le tecniche lamellari perfezionate negli ultimi anni stanno pian piano soppiantando la tecnica perforante in quanto determinano dei vantaggi rilevanti. Infatti, con la tecnica lamellare anteriore profonda (dalk) si mantiene il bagaglio endoteliale del paziente e quindi il trapianto da un punto di vista biologico durerà tutta la vita, in più la possibilità che si determini un rigetto è notevolmente ridotta. Diversamente con la tecnica lamellare endoteliale (dsaek/dmek) il recupero visivo post operatorio è molto rapido (alcune settimane) e non sarà presente la problematica dell’astigmatismo post-operatorio, che può tra l'altro presentarsi anche in forma elevata nella tecnica perforante.
Molti pazienti, giustamente, quando si parla di trapianto di cornea chiedono se può determinarsi un rigetto. Ovviamente questo rientra tra le possibilità, tuttavia occorre ricordare che la cornea, essendo un tessuto non vascolarizzato, ha una sorta di privilegio immunologico e la terapia immunosoppressiva (cortisone in collirio) sostenuta per alcuni mesi, nella gran parte dei casi è sufficente ad eliminare questo rischio.
In italia dal 2000 in poi si eseguono circa 5.000 innesti di cornea l’anno, numero che ha permesso di soddisfare il fabbisogno nazionale, e questo per merito della nascita delle banche degli occhi regionali, sviluppatesi successivamente a quella del Veneto che ha fatto da capostipite ed esempio di valore assoluto, in quanto ancora oggi è la prima in Europa e fra le prime al mondo per cornee prelevate.
Ben diversa è la situazione nella nostra Regione, in cui si raggiunge annualmente solo il 30% circa del fabbisogno (contro il 100% nazionale). Si registrano difatti dei dati non soddisfacenti per la nostra regione: sia le cornee prelevate che quelle innestate sono poche rispetto ai valori nazionali, le cornee utilizzate in Sicilia provenienti dalla Banca degli Occhi regionale (Ospedale “V. Cervello” di Palermo) sono poche, di conseguenza circa 300 pazienti siciliani l’anno cercano la soluzione migrando nei reparti oculistici del nord Italia per sostenere un intervento di trapianto corneale (elevata mobilità passiva).
Il numero ridotto di tessuti prelevati non è dovuto alle poche donazioni, perchè non sono certo i siciliani meno generosi dei veneti o dei lombardi, ma è la fase organizzativa di procurament e quella di funzione della Banca delle Cornee regionale che deve essere a mio parere rivista profondamente, e quindi rilanciata.
Tale necessità non può essere sottovalutata, in quanto adoperare una cornea proveniente da una Banca vuol dire lavorare con un tessuto studiato e validato come biologicamente idoneo, e ciò determina una garanzia sia per il paziente sia per il chirurgo, che è in questo modo sicuro di utilizzare materiale di ottima qualità.
Si può donare una cornea a qualsiasi età, anche nei settantenni un tessuto corneale può essere valido per un trapianto, ed è bene ricordare che il suo prelievo può avvenire parecchie ore dopo il decesso, anche dopo 12/18 ore (pur valendo il principio che prima avviene il prelievo meno danni subisce il tessuto corneale e più probabile è quindi che risulti idoneo).
Tutti siamo dunque potenziali donatori!

Dott. Flavio Cucco - Responsabile Oculistica “Casa di Cura Candela” - Palermo


INAUGURATA A PALERMO LA BIOBANCA PER CELLULE STAMINALI E PROCREAZIONE ASSISTITA

Pubblicato da in Eventi ·
Tags: biobancabiobancacellulestaminalipalermoospedalecervellomalattiegenetiche
Giorno 13 Gennaio l’inaugurazione della Biobanca delle cellule staminali e procreazione assistita all’Ospedale “V. Cervello” di Palermo presso il Campus di Ematologia "Cutino"....

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