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COS’È LA CELIACHIA? FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA

Pubblicato da in Salute e Società ·
Tags: celiachiachiarezzacos'èpredisposizionegeneticafattoriambientaliintolleranzaglutine
La celiachia viene definita come malattia autoimmune che causa intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente nei cereali (grano, orzo, kamut, segale e farro). Tale patologia può alterare il sistema immunitario provocando danni consistenti all'intestino tenue.
Diverse ricerche hanno evidenziato una predisposizione genetica allo sviluppo di tale patologia per cui il glutine rappresenta l'elemento scatenante. In alcune interviste, il Prof. Umberto Volta, responsabile della Struttura Semplice di Malattia Celiaca e Sindromi da Malassorbimento del Policlinico Sant'Orsola Malpighi di Bologna, ha però altrsì delineato alcuni fattori ambientali che possono svolgere un ruolo determinante. Tra questi le infezioni da parassiti, le gastroenteriti di natura batterica, le infezioni da Adenovirus o da Rotavirus e da altri ceppi virali.
Nonostante la predisposizione genetica, la comparsa della celiachia non avviene alla nascita, ma nel corso della vita, a qualsiasi età.
In Italia i veri malati sono 600 mila, di cui solo 190 mila diagnosticati, con una distribuzione generale che segnala specifici tassi di incidenza territorialmente circoscrivibili: circa il 46% al nord, il 22% al centro, il 19% al sud e il 13% nelle isole.
Molti di più sono però purtroppo i “malati per moda”, circa 6 milioni di persone che, senza motivo reale, seguono una dieta senza glutine, spendendo oltre 100 milioni di euro per prodotti di cui non avrebbero bisogno.
Questo è di certo un dato allarmante, non solo per lo sperpero ingiustificato, ma anche perchè non tiene conto delle carenze nutritive che si fanno subire all’organismo.
Chi elimina il glutine dalla propria tavola, infatti, dovrebbe sapere che, nel corso degli anni, sarà più esposto allo sviluppo di patologie cardiovascolari, di sindromi metaboliche e osteoporosi. Vengono a mancare micronutrienti, come le vitamine del gruppo B,  il ferro, il magnesio, l’acido folico e anche le fibre, e tantissime altre sostanze nutritive che invece sono fondamentali per il benessere della persona.
Sarà pure l’alimentazione delle celebrità, da Victoria Beckham a Ledy Gaga e Gwyneth Paltrow, ma la dieta gluten free fa oggi parte di un fenomeno più ampio, in cosiddetto “health halo”, una scelta di prodotti “salutari” in realtà basata solo sulle apparenze.
È difatti un grave errore pensare che ogni prodotto senza glutine sia effettivamente sano e dietetico: sapete cosa rende un prodotto industriale appetibile? Zucchero, sale, grassi e glutine. Se viene eliminato uno di questi elementi inevitabilmente gli altri aumentano per compensare. E così si finisce per nutrirsi di cibo spazzatura vanificando ogni buon proposito salutista.
Veri e propri tranelli psicologici che non fanno altro che incrementare di anno in anno le tasche degli imprenditori del gluten free. Basterebbe soltanto imparare a leggere le tabelle nutrizionali!
E poi c’è un’altra conseguenza da non sottovalutare.
La celiachia viene sperimentata anzitutto dai bimbi: si tratta infatti di una malattia ad insorgenza prevalentemente pediatrica. La diagnosi però non è sempre chiara, sia a causa di sintomi aspecifici, che la rendono sovrapponibile a un disturbo gastrointestinale, sia perché può iniziare a manifestarsi nei bimbi fin dalla fase dello svezzamento o restare latente a lungo e dare poi evidenza di sé in età adolescenziale e/o adulta.
Questa infiammazione cronica dell'intestino ha come conseguenza la scomparsa dei villi intestinali che avrebbero la funzione di assorbire dagli alimenti le sostanze nutritive essenziali. Nell’individuo celiaco, i villi regrediscono e la mucosa intestinale è danneggiata, viene per cui a mancare l’intera superficie di assorbimento delle sostanze nutritive. È evidente come tutto questo provochi scompensi, malnutrizione, perdita di peso. Nella forma più comune, che è quella che si manifesta tardivamente con sintomi prevalentemente extra-intestinali, è molto frequente anche la presenza di anemia da carenza di ferro.
Questo quadro ci dovrebbe far comprendere quanto è difficoltosa la vita di chi ne è affetto, ancor di più se si pensa che siamo di fronte ad una patologia spesso ad insorgenza pediatrica. I celiaci hanno a fatica conquistato dei diritti, a fatica hanno visto riconoscersi tutte quelle tutele che oggi rischiano di essere messe in discussione da una moda senza fondamenta che banalizza disagi e sofferenze di migliaia di persone.

Dott.ssa Rosy Gugliotta - Psicologa


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