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ANEMIA: INFORMAZIONI “LOW - COST”

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Tags: anemiainfomazionisangue
Il sangue ha da sempre esercitato un fascino discreto sull’uomo, ispirando a tutto tondo oltre che la scienza, l’arte, la poesia, la religione e l’esoterismo. Dal mito dell’icore pagano al Cristianesimo, da Bram Stoker e Stephenie Meyer a George Martin, al sangue viene riconosciuto un rispetto sacro nella consapevolezza che il corretto funzionamento dell’organismo ed il mantenimento stesso della vita sono strettamente connessi alla circolazione di questo fluido nei vasi sanguiferi.
Malgrado il profondo, a tratti macabro, interesse mediatico nei confronti di tutto ciò che con il sangue ha a che fare (basti pensare al successo dei romanzi vampireschi, dei personaggi sanguinari e della cinematografia gotica che punta tutto su scene cruente e sanguinolente), non è infrequente misurarsi con pazienti non sufficientemente informati. E proprio per loro, dotati di buon senso (oltre che di pudore e della saggezza di confrontarsi con il medico nell’era della risposta immediata trovata su internet), che abbiamo pensato di stilare un semplice paper nel tentativo di dissipare i dubbi ed i luoghi comuni più frequenti.
Il sangue è a tutti gli effetti un tessuto fluido! Si tratta di un fluido non newtoniano, vale a dire un fluido la cui viscosità varia a seconda dello sforzo di taglio che viene applicato e la velocità con cui esso scorre varia tra centro e periferia. È formato da elementi figurati (eritrociti, leucociti e piastrine) e da una componente liquida, denominata plasma. Si presenta di colore rosso, “puzza” a causa dell’alto contenuto ferroso, circola in un sistema di canali chiusi, i vasi sanguiferi, spinto da un organo propulsore, il cuore, ed è in grado di provocare il vomito quando ingerito (è un potente emetico naturale) e lo svenimento alla sola vista (a causa non di codardia ma di un meccanismo salvavita selezionato dall'evoluzione che ha come fine l’autoprotezione dell'organismo).
Nel corso del ciclo meccanico del cuore, il sangue viene spinto dall’efficiente muscolo cardiaco dall’atrio al ventricolo sinistro e quindi a tutti i distretti del corpo attraverso i vasi arteriosi. Il sangue refluo dagli organi ed apparati del corpo, deossigenato, ritorna nell’atrio destro attraverso il sistema venoso; viene poi pompato nel ventricolo destro che lo spingerà all’interno della circolazione polmonare dove verrà nuovamente ossigenato e dirottato verso l’atrio sinistro. Tutto questo vita natural durante.
In un adulto di 70 kg, il sangue circolante è pari a circa 1/12 del suo peso corporeo, vale a dire circa 5 litri. Di questi il 55% è costituito dal plasma e il 45% dagli elementi figurati. Tale rapporto è definito ematocrito e valuta, in condizioni normali, la massa circolante di eritrociti. Gli elementi figurati del sangue hanno un ciclo vitale limitato, vengono difatti distrutti in quelli che vengono definiti organi eritrocateretici (quali ad esempio la milza) e continuamente sostituiti da elementi giovani che si differenziano all’interno degli organi emopoietici (come il midollo osseo). Nei casi in cui si verifica un disequilibrio tra la necessità, la produzione, la maturazione e la distruzione di tali componenti ematiche, viene a configurarsi una condizione patologica che può interessare la linea rossa (i globuli rossi, anemia), la linea bianca (i leucociti, leucocitopenia), le piastrine (trombocitopenia) o tutte e tre le serie (pancitopenia).
Il termine Anemia deriva dal greco αναιμία (anaìmia), ed è composto dal prefisso privativo αν- (an-) e da ανμα (haimia) cioè "sangue", significa quindi "senza sangue". Si tratta di una condizione patologica definita dalla diminuzione del patrimonio emoglobinico totale dell’organismo.
I range di variabilità fisiologica relativi ai valori di emoglobina sono diversi tra l’uomo e la donna, tra il soggetto comorbido (che presenta dunque più patologie di origine diversa) ed il soggetto sano ed a seconda della razza. Riferendoci ai criteri utilizzati dalla WHO, si parla di anemia nell’uomo quando questa scende al di sotto di 13 g/dl e nella donna al di sotto di 12 g/dl.
Da un punto di vista etiopatologico, (per il cui approfondimento si rimanda a testi specialistici), si possono distinguere due gruppi: ci sono Anemie per diminuita produzione di emoglobina e Anemie per riduzione del tempo di sopravvivenza dei globuli rossi.
Il paziente anemico, quello anemico veramente (e non l’ipocondriaco che si presenta in ambulatorio in preda al panico perché si è punto con uno spillo da balia) che presenta una concentrazione di emoglobina compatibile con la condizione di anemia, manifesta una sintomatologia generale, secondaria alla ipossia (insufficienza di ossigeno nei tessuti) e alla esaltata funzione di compenso cardiorespiratorio, caratterizzata da: astenia (eccessivo affaticamento fisico) che è il sintomo predominante, vertigini, cefalea, episodi di sincope (improvvisa e transitoria perdita di coscienza, associata ad alterazioni circolatorie e respiratorie) e dolore al torace, retrosternale.
Il segno più tipico dell’ipossia è invece il pallore cutaneo e mucoso che va esplorato in determinate sedi quali il palmo della mano, il padiglione auricolare, la mucosa dell’interno delle labbra, la congiuntiva palpebrale; in presenza di anemia emolitica (i globuli rossi si rompono ed esce fuori la bilirubina riversandosi nel plasma) il pallore è accompagnato da subittero (la colorazione giallognola delle mucose prima e della cute dopo).
L’esaltata funzione di compenso cardiorespiratorio, infine, ha come sintomo iniziale le palpitazioni. L’esame obiettivo rileva polso molle e frequente, ipotensione arteriosa, tachicardia, soffi funzionali a livello cardiaco e dei grossi vasi del collo, secondari all’aumentata velocità di circolo e alla ridotta viscosità del sangue.
Va comunque sottolineato che la probabilità di comparsa della sintomatologia clinica dovuta ad anemia va considerata in modo dinamico, ossia come rapporto tra richieste di ossigeno e capacità di soddisfarle mediante i meccanismi di compenso. Di conseguenza, tranne che per gradi estremi di riduzione emoglobinica, si ha una grande variabilità individuale del quadro clinico, in dipendenza delle modificazioni istantanee metaboliche e funzionali.
L’anemia rappresenta, dunque, una condizione patologica che può essere determinata da diverse cause. Essa si può palesare secondariamente all’insufficienza renale nel paziente nefropatico, nel contesto di una patologia autoimmune che porta alla lisi dei globuli rossi, come risultato di una scarsa produzione midollare di cellule del sangue nelle malattie aplastiche.
Il punto di partenza nella diagnostica differenziale è rappresentato da un esame molto semplice, di immediata esecuzione, facile accessibilità, pronta interpretazione ed in grado di fornire una grande quantità di informazioni “low - cost”, l’esame emocromocitometrico, che nello studio dei pazienti anemici è fondamentale per conoscere le dimensioni degli eritrociti, il contenuto e la concentrazione di emoglobina al loro interno.
L’esame emocromocitometrico fornisce al medico un orientamento diagnostico validissimo circa l’etiologia dell’anemia sebbene altri esami (quale sideremia, ferritina, transferrina, LDH, bilirubina totale e frazionata…) si rendano necessari per ultimare il processo diagnostico.
La gestione terapeutica dipende dalla causa iniziale di anemia: terapia marziale, quindi somministrazione di ferro, nel corso di anemia sideropenica; vitamina B12 e acido folico  nelle anemie macrocitiche, cioè quelle da insufficienza midollare; immunosoppressori nel corso di autoimmunità.
Nei casi in cui si rende necessaria, il medico procede alla trasfusione di sangue. Tale procedura rappresenta quasi sempre una causa di preoccupazione per il paziente, sia per le reazioni avverse possibili che per le temute compatibilità.
La medicina trasfusionale, allo stato dell’arte, è molto precisa e combatte contro pregiudizi e convinzioni erronee, legate alla credenza popolare o conoscenze del passato. Il donatore viene screenato e controllato, le unità destinate all’emotrasfusione vengono più volte controllate per evitare di trasfondere globuli rossi di gruppi differenti.
Con riferimento al sistema AB0 (che consta di antigeni A e B e di anticorpi anti-A ed anti-B):
  • il gruppo 0 può donare ai gruppi A e B, in quanto non possiede antigeni. Tuttavia può ricevere solo da 0 in quanto in possesso degli anticorpi anti-A ed anti-B;
  • il gruppo A può donare solo ad A e ad AB in quanto possiede l’antigene A e gli anticorpi anti-B. Può ricevere da A e da 0;
  • il gruppo B può donare solo a B e ad AB in quanto possiede l’antigene B e gli anticorpi anti-A. Può ricevere da B e da 0;
  • il gruppo AB possiede ambo gli antigeni A e B e non possiede anticorpi: ergo può donare solo ad AB. Tuttavia è il ricevente universale potendo ricevere sia da 0 che da A, B e da AB.
Come è facile intuire, lo scopo della trattazione esula da motivazioni espositive di carattere innovativo, non presentando nulla di nuovo a quanto già conosciuto dal lettore ambendo semplicemente a condensare le informazioni di routine che, nella loro semplicità, spesso vengono distorte e dirottate verso credenze chimeriche e confusionali.

Dott. Concetto Sessa - Specialista in Nefrologia Direttore Tecnico Sanitario Servizio Nefrodialitico TIKE, Siracusa


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