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DIABETE: RICONOSCERLO PER PREVENIRLO

Pubblicato da in Salute e Società ·
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Celebrata il 14 Novembre, la Giornata Mondiale del Diabete è un’iniziativa di sensibilizzazione voluta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Federazione Internazionale dei Diabetici. Così in più di 500 città sono state promosse oltre 1200 iniziative che hanno concorso a focalizzare l’attenzione su una delle malattie croniche più diffuse in Italia, con oltre 415 milioni di persone che ne sono affette in tutto il mondo e circa 3 milioni e 300 mila solo nel nostro Paese, numero destinato ad un progressivo incremento (ovviamente in quelli riportati mancano tutti casi ancora non diagnosticati, possiamo quindi immaginare la proporzione del fenomeno).
 
Sono due le principali forme di diabete mellito, condizione legata ad un elevato accumulo di glucosio nel sangue per incapacità del corpo di produrre di insulina o per un cattivo funzionamento di quest’ultima a livello dei tessuti periferici, il diabete mellito di tipo 1 e quello di tipo 2.
 
Il diabete di tipo 1 colpisce bambini, si tratta di una patologia congenita da cui non si può guarire e che implica la dipendenza dalla terapia insulinica.
Il diabete di tipo 2 invece colpisce adulti ed anziani e, differentemente dal precedente, si può prevenire!
Una corretta alimentazione, cibi sani, con pochi grassi e zuccheri, uno stile di vita meno sedentario e più incline allo sport sono tutti piccoli accorgimenti che possono fare la differenza consentendo di scongiurarne l’insorgenza (di oltre il 50% secondo i dati di Diabetes Prevention Program e Finnish Diabetes Prevention Study).
Anche perché c’è da considerare che le conseguenze del diabete sono molte, eterogenee e possono inficiare il funzionamento di organi e tessuti importanti se non addirittura vitali, mettendo per cui a rischio le prospettive di vita di chi ne è affetto.
Quando si parla di fare prevenzione, di fare controlli che possano permettere una diagnosi precoce della patologia lo si fa perché tale precocità può talvolta salvare la vita di qualcuno: non dimentichiamo che non di rado il diabete si presenta completamente asintomatico, motivo per cui nel momento in cui si manifesta un sintomo si tratta della punta di un iceberg ormai ampiamente sviluppato.
Il diabete congenito invece presenta un altro quadro, come già detto non si può prevenire, si può solo curare, motivo per cui è veramente fondamentale accorgersi presto dei sintomi, che tuttavia non sono inequivocabili. La stanchezza, l’eccessiva urina (poliuria) e sete (polidipsia), il bagnare il letto di notte anche in un’età in cui ormai non si dovrebbe, o ancora la perdita di peso in età adolescenziale, la secchezza della pelle e una maggiore frequenza di infezioni contratte, questi sono tutti segni che devono rappresentare campanelli d’allarme almeno ai fini dell’attuazione degli opportuni esami. Proprio per questo ci dovrebbe essere maggiore diffusione e informazione rispetto a questi segni che in realtà sono sconosciuti a migliaia di genitori ed insegnanti, principali figure di riferimento in età infantile. È allarmante in Italia infatti il dato relativo alle diagnosi tardive.
 
In occasione della Giornata Mondiale, per l’intera settimana (dal 7 al 14 novembre) molti centri di diabetologia si sono proposti di rimanere aperti per effettuare visite completamente gratuite, come anche studi oculistici (ricordiamo che il diabete inficia spesso il nervo ottico, e la retinopatia diabetica è una delle complicanze oculari più frequenti) o cardiologici (visto l’interessamento del sistema cardio-circolatorio). I medici di medicina generale hanno fatto prevenzione e sensibilizzazione e vari sono stati gli eventi tra congressi, seminari, spettacoli musicali e teatrali, ma le testimonianze più grandi sono pervenute dal lavoro congiunto di quanti lavorano nel settore che hanno contribuito a diffondere informazione, ad avvicinare i cittadini agli screening e quindi alla cultura della prevenzione e a dare grande rilievo ad una problematica che è in particolar modo quella del diabete di tipo 1. Problematica questa legata tanto, come già detto, alla difficile diagnosi, ma anche alla cura, la cui gestione crea non poche difficoltà nella semplice quotidianità dei bambini, e di conseguenza in quella dei familiari e degli educatori che con essi ogni giorno si confrontano. Sembra che il Senato abbia preso sul serio l’argomento proponendosi di definire delle linee guida che devono essere seguite nell’ambiente scolastico per assicurare a ciascun bambino diabetico il diritto di essere seguito, curato e ben inserito.

Sara Giordanella - Psicologa ARIS


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