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IL SECONDO PARERE MEDICO È UN DIRITTO

Pubblicato da in Salute e Società ·
Tags: secondopinionpareremedicosecondoconsultoconsulenza
Di fronte ad una diagnosi grave di malattia spesso nasce il bisogno di avere una conferma attraverso il parere di un altro medico. Ciò è possibile?
Non ci sono problemi nei Paesi anglosassoni, in Francia e nella maggior parte dei Paesi europei; la "second opinion" è una pratica comune. Non altrettanto si può dire per la medicina italiana dove la richiesta di un secondo parere spesso viene considerata come uno spreco di risorse, un atto di sfiducia verso chi ha dato il primo parere.
Da qualche anno si sta comunque avvertendo un nuovo corso più favorevole all’assecondamento della richiesta di parere; infatti un diritto lo considerano l’Istituto Mario Negri, la Fondazione Umberto Veronesi, l'Istituto dei tumori di Milano;  l’AUSL di Ravenna ha predisposto un progetto ad hoc indicando una casistica specifica per la richiesta di un secondo parere. In verità una diagnosi di grave malattia non può esaurirsi da parte del medico in una battuta: lei ha un cancro e pertanto occorre operarla; è importante invece che in quel momento il professionista sappia dare opportuni consigli su come comportarsi, sulle diverse opzioni tra cui scegliere, su eventuali diverse possibilità. Ed è giusto non solo accettare ma anche consigliare un secondo parere, guidando il paziente anche in questa materia.
Troppo spesso invece il paziente viene lasciato solo con la sua ansia, alla ricerca di chi assicuri speranza, magari attraverso il sentito dire, il consiglio dell’amico, internet o il “guaritore" di turno che gli promette soluzioni miracolistiche.
Il secondo parere non è un lusso, è un diritto di cui è bene che il servizio sanitario si faccia carico e che le Carte dei servizi delle Aziende sanitarie consacrino formalmente. La stessa Carta europea dei diritti del malato di cancro all’art. 6 prevede e specifica: I cittadini europei esigono un piano di cura personalizzato complesso e comprensibile prima dell’inizio di qualsiasi terapia, con il diritto ad una seconda opinione. Ovviamente, nel caso di consulto con medici esterni alla struttura di ricovero, a parte le opportune intese che devono essere prese tra i medici curanti della struttura suddetta, le spese del consulto saranno a carico del paziente, diversamente dal consulto con medici della stessa struttura, dove non ci sono oneri per l’utente.
l codice deontologico, nella sua ultima edizione approvata dal Consiglio Nazionale della FNOMCeO il 18.5.2014, dedica l’art. 60 al consulto e consulenza. In esso viene previsto che è lo stesso medico curante, previo consenso dell’interessato, a proporre il consulto con altro collega ovvero la consulenza presso strutture idonee, ponendo gli adeguati quesiti e fornendo la documentazione in suo possesso.
Ciò posto, il secondo parere va considerato parte integrante dell'assistenza al malato e, prevederlo, non significa affatto dispersione di energie e denaro ma cure migliori per il paziente e possibilità di prevenire tra l’altro contenziosi con i medici curanti.
 
Avv. Luigi Anile - Presidente del Comitato consultivo Asp Catania


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