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TRAPIANTI IN SICILIA. TRA IL DIRE E IL FARE

Pubblicato da in Salute e Società ·
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Risale allo scorso Marzo l’insediamento presso l’Assessorato Regionale alla Salute del Tavolo Tecnico permanente per l’implementazione delle donazioni di organi e tessuti. L’obiettivo era quello di elaborare, entro 30 giorni, interventi urgenti per promuovere la donazione nelle strutture sanitarie regionali e per verificarne periodicamente lo stato di attuazione.
Sin da subito l’allora neo-coordinatrice del Centro Regionale Trapianti Sicilia dichiarava in un’intervista alla redazione di Unione Newsletter che il suddetto Tavolo avrebbe potuto concorrere alla pianificazione di un programma di lavoro utile a risolvere ostacoli organizzativi che hanno caratterizzato il sistema di trapianti siciliano dell’ultimo triennio.
Oggi il Direttore CRT Sicilia Bruna Piazza riparla di quel Tavolo attribuendogli il merito di un’importante ripresa sul trend dei trapianti. In un comunicato stampa del CRT Sicilia si fa riferimento ad una crescita delle donazioni di organi e a 111 trapianti effettuati nel 2016, dal 1 Gennaio a Settembre: 54 di rene, 32 di fegato, 1 di pancreas, 8 di cuore e 16 di polmone.
In tale clima “speranzoso” si inserisce l’adesione del Dipartimento della Funzione Pubblica e del Personale della Regione Siciliana alla campagna nazionale “Diamo il meglio di noi”, promossa dal Ministero della Salute in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti e le associazioni di settore. L’iniziativa è volta a sensibilizzare enti pubblici e privati, aziende ed istituzioni alla donazione. Attraverso la firma di un protocollo d’intesa con il CRT e il CNT diretto da Nanni Costa, il dirigente regionale del Dipartimento della Funzione Pubblica Luciana Giammanco ha siglato il proprio impegno a sollecitare nuove dichiarazioni di disponibilità a donare tra i dipendenti delle amministrazioni siciliane.
Tanti buoni propositi dunque, ma restano accese le perplessità e le criticità.
C’è intanto da dire che anche il sistema dei trapianti non può che essere travolto dalla bufera del riordino della rete ospedaliera. A tal proposito sono comprensibili le preoccupazioni di Giuseppe Provinzano, Infermiere Coordinatore NurSind Caltanissetta, che in una lettera al direttore del Quotidiano Sanità del 12 Settembre riflette sul rischio che l’abolizione di posti letto di Rianimazione e Terapia Intensiva comprometterà inevitabilmente le donazioni di organi e tessuti. «In ripresa, dunque, l’attività di donazione e trapianti, come confermato dal Centro Regionale Trapianti della Sicilia. Ora ci chiediamo, se aboliranno i posti letto di Rianimazione e Terapia Intensiva a Castelvetrano, Marsala, Partinico, all'ospedale Ingrassia di Palermo, a Termini Imerese, a Patti, a Milazzo, a Taormina,  all'ospedale Piemonte Puleo di Messina, ad Acireale, a Militello Val Di Catania, a Modica, a Lentini ed a Sciacca, cosa succederà per le donazioni e trapianti di organo? Di sicuro questi tagli provocheranno anche una riduzione delle donazioni di organi. Perché sappiamo benissimo, che i potenziali donatori sono pazienti, che possono essere ricoverati soltanto nelle Rianimazioni».
Poi ci sarebbe da chiedersi se questi numeri delle donazioni e dei trapianti sono veramente in aumento, e se siamo sempre bloccati nel circolo vizioso di un trend in negativo rispetto alla media nazionale? E se ci guardiamo indietro, vale questo spirito di orgoglio? Confrontando i dati annuali pubblicati dal CRT Sicilia si nota una bella discesa del trend per l’anno corrente sia delle osservazioni che dei prelievi e dei trapianti, soprattutto se si prendono come riferimento quelli del biennio 2012-2013. Può anche essersi registrato un miglioramento nel secondo semestre del 2016, ma rimane il fatto che i dati sono in calo quindi sicuramente non permettono di cullarsi con un “Va tutto meglio!”
Capitolo che merita attenzione è quello delle cellule staminali: dal report dei dati consolidati del Registro italiano dei donatori midollo osseo, pubblicato sul sito del Ministero della Salute, emerge che sono stati oltre 360 mila i donatori nel 2015: la Sicilia è a tal proposito tra le meno generose.
Con amarezza constatiamo anche che, tra attente statistiche sul trend di questi anni, interventi propositivi e campagne promozionali, nulla sembra muoversi in merito alle cornee. Ricordiamo con piacere ambivalente quando sui quotidiani locali di mesi fa si raccontava del primo caso in Sicilia di prelievo di cornee eseguito presso il domicilio del donatore a Centuripe. «Questo prelievo - dichiarava lo scorso marzo 2016 Paolo Alaimo, coordinatore Locale per i Trapianti dell'Asp di Enna - testimonia ulteriormente la possibilità, anche per piccoli ospedali non dotati di alte specialità, di contribuire all'incremento delle donazioni e ancor più alla diffusione della cultura della donazione». Si tratta di un piacere ambivalente perché la procedura di prelievo di cornee al domicilio, proprio in considerazione della peculiarità del tessuto corneale, della semplicità operativa della metodica (che non richiede condizioni particolari di morte del donatore, come nel caso degli organi), “potrebbe” e “dovrebbe” essere routine e best practise del nostro sistema di procurement. Ma tra il dire e il fare….



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