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NUOVA TUTELA PER I MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI

Pubblicato da in Salute e Società ·
Tags: tutelaminoristranierinonaccompagnatisistemaleggeregolamento
Scriveva Edoardo De Filippo nella sua celebre Filumena Marturano che “I figli so’ piezz’ e core” per tutte le mamme del mondo.
Queste parole riecheggiano tutte le volte che bambini per le ragioni più varie (guerre, persecuzioni, carestie ecc.) sono costretti a lasciare i propri genitori per approdare a lidi di paesi a loro sconosciuti. Il cuore di quelle mamme viene ferito e non raramente in modo tragico. Da qualche tempo sono sempre più numerosi i minori stranieri non accompagnati privi di cittadinanza italiana e dell’U.E. che giungono sulle nostre coste. Nel 2016 su 10 minori sbarcati in Italia, 9 non erano accompagnati da familiari e questi ultimi rappresentavano il 14,2% del totale dei migranti. Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al 31 dicembre 2016 sul territorio italiano erano in 17.373 i MSNA, ben il 45,7% in più dell’anno precedente. Ma oltre 6.000, pari a un terzo del totale, risultano irreperibili, essendo fuggiti poco dopo lo sbarco dai centri di prima accoglienza, con evidenti rischi per la loro incolumità fisica e psichica.
Per la prima volta ora in Italia e in Europa, viene messa a sistema la tutela dei minori stranieri non accompagnati con la legge 47 del 7 aprile 2017. Essa, con i suoi 22 articoli, disciplina gli aspetti fondamentali della vita dei minori migranti che arrivano in Italia senza genitori ed in particolare:
a) le procedure di identificazione, accertamento dell’età con la presenza di mediatori culturali uniformi a livello nazionale, indagini per la individuazione di familiari idonei a prendersi cura del minore; promozione dell’affido familiare, quale via prioritaria rispetto al ricovero in struttura di accoglienza;
b) il regolamento del sistema di protezione per richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieti non accompagnati e delle misure di accompagnamento verso la maggiore età e di integrazione di lungo periodo;
c) l’istituzione del sistema informativo nazionale per MSNA in cui confluisce la “cartella sociale” del minore, che lo accompagnerà durante il suo percorso;
d) il rimpatrio assistito e volontario che viene adottato, ove il ricongiungimento con i suoi familiari corrisponda al superiore interesse del minore, di competenza ora del Tribunale per i minorenni, anziché  del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
e) una nuova disciplina per i permessi di soggiorno che sono ora per minore età e per motivi familiari;
f) si introduce la nuova figura del tutore volontario scelto tra privati cittadini, adeguatamente selezionati e formati, guidati dalla volontà di vivere una nuova forma di genitorialità sociale; un modello di cittadino attivo, che incarna una nuova idea di tutela legale attenta alla relazione con bambini e ragazzi che vivono in Italia senza adulti di riferimento, capace di farsi carico dei loro problemi ma anche di farsi interprete dei loro bisogni e garante dei loro diritti. Una figura importante, che l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza avrà il compito di selezionare e formare ed inserire in appositi elenchi da istituire entro 90 giorni dalla entrata in vigore della legge presso il Tribunale per i minorenni.
Norme di tutela, infine, sono state introdotte riguardanti il divieto di respingimento, il diritto all’istruzione e alla salute, il diritto all’ascolto nei procedimenti amministrativi e giudiziari che li riguardano, e il diritto all’assistenza legale, garantito dal gratuito patrocinio a spese dello Stato. È prevista inoltre la possibilità per le Associazioni di tutela di ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per annullare atti illegittimi della Pubblica Amministrazione e di intervenire nei giudizi che li riguardano; attenzione poi viene dedicata dalla legge ai minori vittime di tratta, mentre sul fronte della cooperazione internazionale l’Italia si impegna a favorire tra i Paesi un approccio integrato per la tutela e la protezione dei minori, nel loro superiore interesse, anche con riferimento al finanziamento di programmi di sviluppo dei paesi di origine.
 In conclusione possiamo dire che trattasi di una buona legge, da tre anni fortemente voluta dalle più autorevoli organizzazioni di tutela dei diritti dei minori, intesa a proteggere i bambini in quanto tali e a correggere le disfunzioni del sistema di accoglienza attuale, che superando le lunghe permanenze dei minori in strutture non adeguate, consentirà loro una più facile presa in carico.

Avv. Luigi Anile – Presidente Comitato Consultivo ASP Catania


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