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TROVATO IL MECCANISMO CEREBRALE CHE SPEGNE I TIC

Pubblicato da in Salute e Società ·
Tags: ticnervosicuraterapiascopertomeccanismotourettebloccare
È merito di ricercatori italiani la recente scoperta dell’interruttore dei tic.
Marco Bortolato della University of Utah e Graziano Pinna della University of Illinois sono giunti ad importanti evidenze scientifiche che potrebbero aprire la strada a nuove cure e terapie farmacologiche utili a spegnere tutti quei movimenti stereotipati che l’individuo compie senza alcun controllo (ammiccamenti, smorfie facciali, estensione di un arto, schiarimenti di voce, ripetizione di parole, tosse…) e che rappresentano forte motivo di disagio psico-sociale per chi ne soffre.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Scientific Report, ha dimostrato che è possibile inibire i movimenti involontari agendo sull’allopregnanolone, un ormone dello stress prodotto dal nostro cervello. I due studiosi sono arrivati a tale conclusione partendo da un lavoro sulla Sindrome di Tourette.
Descritta nell’800 dal neurologo francese Georges Gilles de la Tourette ed oggi classificata, all’interno del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, come disturbo neurocomportamentale cronico, ad esordio nell’infanzia e nell’adolescenza, caratterizzato da tic motori e almeno un tic vocale, rappresenta il più invalidante disordine da tic. Le cause della sindrome sembrano ricollegarsi ad alterazioni del sistema dopaminergico e per molti autori a fattori affettivo-relazionali (tensione e conflittualità dovute a un disagio interiore, riconducibile a difficoltà familiari, sociali, professionali o scolastiche).
Bortolato e Pinna hanno osservato che l’intensità e la frequenza dei tic aumenta quando i pazienti sono in condizioni di stress e tensione. In particolare gli autori hanno  somministrato il sovra-citato ormone (allopregnanolone) ad un campione di animali nei quali si è successivamente manifestato un acuirsi dell’intensità dei tic. Reazioni opposte, di diminuzione della frequenza e intensità, si sono riscontrate invece nel momento in cui venivano somministrati farmaci che inibiscono la produzione dello stesso ormone.
Tali evidenze potranno cambiare il modo di affrontare il problema, aprendo la strada a studi futuri e alla predisposizione di nuovi farmaci che, agendo proprio sull’allopreganolone, potranno bloccare i tic su pazienti che non rispondono ad altre terapie migliorando così la loro qualità di vita.

dott.ssa Sara Giordanella - Psicologa ARIS


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