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IL VACCINO E L’ERA DELLE TEORIE “SOCIAL”

Pubblicato da in Salute e Società ·
Tags: Vacciniteoriepaurarischioprocontro
Se le reminiscenze umanistiche non mi tradiscono, ci son sempre stati nel tempo cantori che han lodato qualsivoglia macabro aspetto dell’esistenza... i cimiteri, i satanassi, gli incubi, persino la morte! Ma nessuno di questi angosciati artisti si è mai arrogato il piacere di cantare la malattia. Perché la malattia fa più paura della morte. La morte in effetti è qualcosa di intangibile con la quale nessuno di noi si è mai confrontato. Con la malattia ci si confronta ogni giorno e quello che è in grado di fare è sotto gli occhi di chiunque. È evidente come essa miri, innanzitutto, alla mente così che sia il paziente stesso a fare il suo sporco gioco, dall’istante in cui si diventa malati, vale a dire il momento in cui viene formulata la diagnosi da quei cerberi senz’anima con il camice bianco che fanno di un individuo (fino ad allora tranquillo e pacioso) un malato. Già! Perché (lo dice Facebook) ai medici piace dare cattive notizie.
Sul fatto che la malattia sia brutta e temibile, credo, sia difficile obiettare. Sul fatto che alcuni tipi di malattia siano scongiurabili sottoponendo la popolazione suscettibile ad indagini di screening, dovremmo essere tutti d’accordo.
Non tutte le malattie sono uguali! Alcune colpiscono gli organi interni, altre la pelle, il sangue, altre ancora la mente. Non tutti i sistemi di prevenzione si assomigliano. In alcuni casi la prevenzione viene operata sotto forma di esame strumentale (colonscopia, ecografia...), in altri si presenta come esame del sangue o di altro campione biologico (sangue occulto, Pap Test...). E per coloro i quali ne fanno una ragione di costo, ricordiamo che le spese per coprire le complicanze di una malattia sono notevolmente superiori alle spese vive dell’esame preventivo.
E per le malattie infettive? Ci si può proteggere? Ehm… fino a qualche tempo fa, per alcune, sì… Paradossale come nel tempo si sia assistito alla progressiva involuzione fino alla demonizzazione di una delle scoperte che, assieme alla ruota, agli antibiotici ed al fuoco, ha rappresentato la pietra angolare della storia dell’uomo.
Correva l’anno 1796 quando un benpensante ed ispirato britannico, tale Edward Jenner (primo del suo nome, medico e naturalista, padre dell’immunologia come scienza, nemico del vaiolo, signore delle mongolfiere, conoscitore del cuculo e difensore della profilassi individuale e collettiva tesa a controllare la diffusione delle malattie infettive fino a favorirne la eradicazione!!), in un’epoca in cui non esistevano complotti, scie chimiche, Big Foot e Big Pharma, stravolgeva per sempre la medicina introducendo una pratica rivoluzionaria, frutto dell’osservazione diretta e della costanza del metodo scientifico: il vaccino. Non che non avesse di meglio da fare, visto il suo multiforme ingegno, la passione per la natura e le sue ottime qualità di chirurgo. Eppure si prese la briga e di certo il gusto di osservare una categoria di individui, gli allevatori (o per lo meno gente che avesse a che fare con la mungitura dei bovini), che dopo aver contratto il vaiolo vaccino, non si ammalava della molto più pericolosa variante umana! Dunque procurò artificiosamente l’inoculazione del vaiolo vaccino (variolizzazione) nei soggetti, a scopo profilattico, determinando una riduzione nell’incidenza di nuovi casi. Forse lo aveva previsto, magari ci aveva sperato e – per la miseria – ci è riuscito: l'eradicazione globale del vaiolo è stata annunciata nel 1979, segnando uno dei maggiori risultati della medicina moderna. Una combinazione insolita di fattori ha facilitato il raggiungimento dell'eradicazione:
  • gli esseri umani come unico serbatoio per il virus;
  • la possibilità di adoperare un vaccino efficace;
  • l’opera di vaccinazione estensiva che ha determinato la prevenzione e la modifica della malattia;
  • la mancata esistenza di piattaforme mediatiche dove specialisti, esperti, meno esperti, totalmente avulsi (“non ho idea di che cosa si stia parlando ma io dico la mia lo stesso, e soprattutto insulto chi la pensa diversamente, sebbene magari fornisca prove circa la sua ragione e abbia passato la vita a studiarle queste cose, ma io ne so di più perché leggo su google!”) venivano messi sullo stesso piano divulgativo. Perché, è giusto, sui social chi non sa divulga ed insegna!!!
Complice l’evoluzione, il passaggio da Homo Sapiens Sapiens ad Homo Veramente Molto Sapiens, da qualche tempo a questa parte, la popolarità dei vaccini è andata scemando contestualmente all’impennata social che vede ghiotti complotti persecutori sotto ad ogni sasso! E questa diffidenza che si trasforma in un malcelato odio non dipende dal terrore dell’ago! È legata, probabilmente, alla incapacità di attingere alla memoria storica ed alla facilità con cui i meno informati praticano della divulgazione tendenziosa.
La memoria dell’uomo, è risaputo, è piuttosto corta… Dal 1979 non si vede un caso di vaiolo, la polio si è drasticamente ridotta e le complicanze di pertosse, morbillo, parotite e simili si vedono sempre di meno. Ergo il “leone da tastiera” medio nato negli anni ’80-‘90, occupato tanto a postare foto dei propri piedi al mare, condite di citazioni altisonanti a casaccio, decontestualizzate e pure mal scritte, quanto a prestare la sua altissima competenza a 360°, non ha una casistica da cui attingere. Non vedendo le catastrofi che conseguono alle complicanze di tali malattie infettive scongiurabili con la vaccinazione, focalizza la sua attenzione su tematiche calde più eclatanti, finendo per disinformarsi e disinformare.
La percezione umana di ciò che è pericoloso è poco affidabile e molto personale. Per tale motivo si tende a sminuire i pericoli reali demonizzando situazioni improbabili. Come quel tale che teme la vista dello scarafaggio, quasi questo fosse in grado di strangolarlo o di cannibalizzarlo, pur non avendo il minimo timore nell’utilizzare il telefonino mentre guida a 100 km/h.
Decisamente l’elaborazione del rischio è strettamente personale! Paura dei vaccini. Ok! C’è pericolo? «Ciò che è cibo per un uomo e per altri amaro veleno» diceva Lucrezio. L’inoculazione del vaccino, così come l’introduzione nell’organismo di qualsiasi medicamento o altra proteina, non è totalmente scevra da complicanze. Queste sono legate alla risposta immunologica del soggetto vaccinato e possono andare da modesti episodi febbrili, rush cutanei fino a più gravi manifestazioni allergiche. Ma i numeri con cui questi fenomeni vengono a manifestarsi sono assai piccoli ed è molto più probabile che si venga investiti in motorino o che si sia folgorati in un cantiere piuttosto che si finisca vittima di una gravissima reazione anafilattica da vaccino. Quando un medico o l’OMS asseriscono che un vaccino è sicuro, non stanno dicendo che matematicamente non si verificheranno reazioni negative. Stanno dicendo che nella bilancia PRO vs CONTRO, l’ago pende decisamente a favore dei PRO ed i rischi sono nettamente inferiori ai benefici. E la vaccinazione protegge non soltanto l’individuo sano che viene sottoposto alla procedura, ma anche tutti coloro i quali non possono essere vaccinati (immunità di gregge).
Lo stato dell’arte ci insegna che, nelle località dove si è assistito al ritorno epidemico di alcune malattie (vedi morbillo), la popolazione è diventata molto più favorevole alla vaccinazione. Tuttavia, aspettare il ritorno delle epidemie per avere di nuovo fiducia nei vaccini non è la scelta più saggia in quanto, se il vaccino è bravissimo a fornire prevenzione ed impedire che si configuri lo stato di malattia potenziale in un soggetto sano, è totalmente inefficace sul soggetto malato che sta già manifestando i sintomi (più o meno gravi) della malattia.
Mettere d’accordo chi la pensa in maniera estremista è tecnicamente impossibile. Così come nella diatriba tra vegani e carnivori, conciliare i vaccini con gli anti-vax è una impresa titanica.
Di certo questo pezzo non ambisce a tanto. Vero, però, è che nelle cose occorre usare il buon senso… il buon senso di non mettere in un unico calderone trattamenti salvavita, omeopatia, vaccini fondamentali, vaccini antinfluenzali (assai labili a causa della labilità mutazionale del virus), crudisti, respiriani, scie chimiche, complotti vari… il buon senso di non caldeggiare e divulgare teorie non validate da evidenze scientifiche… il buon senso di controllare le fonti che producono informazione… il buon senso di rendersi conto che – se in democrazia ciascuno di noi ha il diritto di parola – le competenze di un profano (per quanto acuto ed illuminato) non possono essere minimamente paragonate a quelle di uno specialista. E lo specialista – dice Treccani - è chi si è specializzato in un particolar settore.
In tutti gli altri casi il sonno della ragione genera mostri.
Pare che di sti tempi la ragione stia facendo grassi pisolini.
 
Dott. Concetto Sessa - Specialista in Nefrologia, Direttore Tecnico Sanitario Servizio Nefrodialitico TIKE


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