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SOSTEGNO PSICOLOGICO: GARANTIRLO NON TRASCURARLO!

Pubblicato da in Psicologia ·
Tags: importanzasostegnopsicologico
Non siamo più negli anni in cui c’era la necessità di difendere a spada tratta l’importanza della figura dello psicologo, dei benefici che un percorso di assistenza psicologica o psicoterapeutica può apportare in chi, per condizioni personali tangibili o meno, perde la propria “capacità di stare al mondo e in pace con sé stesso o con gli altri”.
La psicologia è una disciplina scientifica, studia i processi mentali, il comportamento e le relazioni che ne derivano, ma ha impiegato troppo tempo a farsi riconoscere in quanto tale, fagocitata da quella medicina che si arrancava il potere di poter sempre e comunque intervenire con i farmaci, anche lì dove era evidente che avrebbero messo soltanto a tacere dei sintomi, senza risolvere il problema che ne era alla base, implicandone spesso solo una trasformazione.
Prevenzione, diagnosi, abilitazione e riabilitazione, sostegno, consulenza e psicoterapia, queste tutte le attività che può svolgere un professionista della psicologia e che, ricordiamolo, non sono indirizzate, così come per troppo tempo ha voluto l’opinione comune, ai “pazzi”.
Di certo ci sono specifiche condizioni che richiedono un’attenzione molto più accurata e che spesso implicano la necessità di collaborare con neurologi e psichiatri, ma c’è anche un’ampia gamma di condizioni che derivano da, e causano a loro volta, situazioni di disagio, momentanee o protratte nel tempo, un disagio che richiede solo di essere osservato da un altro punto di vista, riformulato e affrontato con strumenti nuovi, nascosti eppure presenti in ciascuno di noi. Ecco cosa fa la psicologo, dà, o meglio aiuta a trovare nuovi strumenti con cui affrontare la propria vita, i propri fallimenti e le proprie megalomaniche vittorie, le perdite, le angosce, il passato che si vorrebbe dimenticare o che è, almeno consciamente, stato dimenticato continuando tuttavia a dirigere il presente e ingabbiare il futuro.
Il singolo, la famiglia, il gruppo, gli organismi sociali, le comunità, tutti questi sono i pazienti dello psicologo, ed è giusto che ciascuno venga riconosciuto il diritto di accesso alle prestazioni psicologiche e psicoterapiche di cui necessita, come si fa con ogni altra prestazione medica d’altronde. E poi numerosissime ricerche hanno ormai ampiamente dimostrato come una psicoterapia approfondita possa dare risultati “organici” in diversi campi della medicina, basti solo pensare all’oncologia, all’Alzheimer o alla pediatria. È chiaro, dunque, come la rete sanitaria debba aprirsi a collaborazioni sempre più attive e fattive fra i diversi professionisti della salute.
E allora non possiamo fare altro che sostenere l’impegno dell’Ordine Nazionale degli Psicologi che ha esplicitamente richiesto, alla ministra della Salute, al presidente della Conferenza Stato-Regioni ed al Coordinamento degli assessori alla Salute, di allargare anche agli Psicologi e agli Psicoterapeuti la convenzione esterna, al fine di garantire in forme ulteriori e concrete ai cittadini tutti l’erogazione delle loro prestazioni. Nel documento redatto dal Consiglio nazionale dell'Ordine si legge: "La formulazione dei Nuovi Lea psicologici rimanda alla necessità di prevedere modelli organizzativi idonei alla loro applicazione nei diversi contesti, nelle diverse fasi dei percorsi diagnostico terapeutici riabilitativi. Per raggiungere una maggiore uniformità ed appropriatezza organizzativa occorre esplicitare dei modelli organizzativi della Psicologia nell’ambito delle Aziende Sanitarie regionali, e soprattutto indicare, in maniera omogenea sul territorio e uniforme a livello professionale, i livelli delle prestazioni psicologiche che devono essere garantite a tutti i cittadini. Appare in questo senso auspicabile la definizione di indicazioni attuative dei Lea mediante una intesa Stato-Regioni nel confronto dei momenti rappresentativi della Professione".
E ancora “non ci sono indicatori nell’PNE che prendono in considerazione l’attività psicologica né in ospedale né nei servizi territoriali. L’assenza di misure di monitoraggio e valutazione della attività e delle prestazioni psicologiche rende impossibile dire se i cittadini ricevono effettivamente queste prestazioni garantite dal Ssn, e meno che mai, è possibile fare inferenze sugli aspetti come l’equità e la qualità con cui vengono erogate queste prestazioni. Inoltre questa situazione fa sì che anche se l’attività viene considerata come livello essenziale di assistenza l’attività viene considerata facoltativa.
"Poiché la dimensione psichica è uno snodo fondamentale nell’orientare gli atteggiamenti, i comportamenti, le relazioni e gli equilibri adattativi (ciò che le persone pensano, sentono e fanno) essa è in grado di incidere fortemente nella prevenzione, nella promozione della salute e nella cura e gestione delle malattie. La Psicologia in termini di 'costi' dimostra un elevato 'value' per gli interventi psicologici, che sono in grado di generare effetti sulla salute nel breve, medio e lungo periodo con costi che risultano vantaggiosi in termini di risparmi e minori oneri sanitari e sociali che producono. Si tratta quindi di interventi in grado di superare il criterio di sostenibilità e di generalizzabilità".

Dott.ssa Rosy Gugliotta - Psicologa


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