UN ALTRO DECRETO CONTRO I CITTADINI E I LABORATORI DI ANALISI - Unione News - unione no profit società e salute news | unionenoprofit

Unione Associazione No Profit News

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

UN ALTRO DECRETO CONTRO I CITTADINI E I LABORATORI DI ANALISI

Pubblicato da in Salute e Società ·
Tags: decretoassessoratosalutelaboratorianalisiSiciliaaccorpamenti
Siamo ancora una volta di fronte ad una assoluta assenza di dialogo tra Regione, Assessorato alla Sanità e professionisti.
La storia del decreto sul riordino della rete dei laboratori di analisi è lunga vent’anni e ha contribuito a rendere tale attività per i professionisti sempre precaria. Il Decreto Assessoriale “Aggiornamento delle direttive per l’aggregazione delle strutture laboratoristiche della Regione siciliana” del 3 ottobre 2016 continua su questa scia, e a pagarne le conseguenze saranno ancora una volta i pazienti, che vedranno inesorabilmente calare la qualità delle prestazioni ottenute, e i biologi professionisti per cui dubbie saranno l’efficienza e la stabilità del lavoro.
Quello che dovrebbe accadere è l’aggregazione da parte delle strutture private accreditate che non raggiungono la soglia minima di 100 mila prestazioni annue, fissata quale requisito per l’accreditamento dal primo gennaio di quest’anno, ad aggregati già esistenti o la formazione di nuovi aggregati che abbiano un laboratorio centrale non aperto al pubblico e uno o più punti di accesso in cui invece viene praticata l’attività di prelievo. Questo meccanismo dovrebbe favorire la realizzazione di nuove piattaforme sempre più tecnologiche e innovative condivise da tutti i componenti, a meno che non se ne scelga una già esistente ma in questo caso si dovrebbe rinunciare al punto di accesso corrispondente.
L’Assessore sembra aver tenuto fede alla promessa fatta qualche mese fa che entro settembre avrebbe definito il Decreto sugli accorpamenti. Quello di cui sembra non aver tenuto conto però è che questo si fonda sostanzialmente su contenuti, già proposti con i D.A. 1629/2012 e 1006/2014, ampiamente bocciati dal TAR, in quanto ritenenuti dei meccanismi di penalizzazione dei liberi professionisti che non intendono aggregarsi ad altri consorzi o strutture, senza considerare tra l’altro che anche le tempistiche erano state ritenute improponibili. Così come lo sono ora, 60 giorni per presentare l’istanza dichiarante la volontà di aggregazione. Che poi più che di volontà si dovrebbe parlare di passiva accettazione di un obbligo di accorpamento, nulla conta se il D.A. 2674/2009 stabiliva che “l’aggregazione si determina su base volontaria e non obbligatoria“. E, in aggiunta a questo, “In caso di esito negativo del procedimento di accreditamento dell’aggregato – così riporta l’art. 4 al comma 3 – le strutture di laboratorio che hanno presentato domanda di aggregazione ai sensi del comma 1 decadono singolarmente dall’accreditamento”.
Sembra piuttosto lecito chiedersi se effettivamente tale procedimento si rifaccia alla volontà di un miglioramento qualitativo. Quello che si ottiene non è sicuramente più occupazione, in quanto accorpare in questi casi vuol dire anche licenziare, né un miglioramento della qualità e della celerità del lavoro, in quanto si verranno a creare delle mega strutture con campioni di sangue che viaggiano per chilometri. L’attendibilità stessa dei risultati verrà compromessa da una completa assenza di rapporto con il paziente, che configura ad oggi quale condizione di soddisfazione per il cittadino, che viene seguito dal prelievo all’esito, ma anche di prevenzione, in quanto il biologo conoscendo il paziente nell’immediato può anche valutare un eventuale errore di laboratorio, mentre così tutto si riduce a provette di sangue da analizzare.
In Sicilia di laboratori privati accreditati ne esistono tanti, assicurano occupazione e rispondono ai bisogni del territorio, raggiungendo livelli di professionalità e qualità che con questo Decreto verrebbero azzerati. Così pensati, questi aggregatii non possono rispondere alle esigenze di cura e professinalità dei pazienti. Inoltre, c’è anche da dire che molti privati si trovano ad una passo dal fallimento, in quanto il gap tra tariffe e tasse di gestione non lascia loro tregua e i controlli per dell’ASP sono continui e piuttosto pretenziosi e severi, talvolta oltre i limiti, soprattutto se si pensa al metro di valutazione blando che viene invece usato con gli ambulatori di analisi delle strutture pubbliche.
Non c’è equità di giudizio, non c’è possibilità di scelta, non c’è continuità nella qualità della prestazione né certezze occupazionali.
I Comitati Consultivi Aziendali rappresentanti i cittadini all’interno delle Aziende Sanitarie e le associazioni di volontariato vogliono schierarsi contro un tale provvedimento che, un decreto dopo l’altro, sembra più smontare che riordinare la rete Specialistica Privata Accreditata, preferendo un’offerta di mercato stile “grande magazzino” ad un servizio assistenziale e di cura accurato ed individualizzato.

Rosy Gugliotta - Psicologa


Editore

UnAnpss Onlus


Redazione c/o ARIS

Via Ammiraglio Gravina, 53

90139, Palermo (PA)


Direttore Responsabile

Rocco Di Lorenzo


Redazione

Vincenzo Borruso, Rossella Catalano, Rosy Gugliotta, Davide Matranga



Registrazione n.4448/2011 del 07/12/2011


Articoli per mese

Sede Legale: Via Trabucco 180 - Palermo (A.O.O.R. Villa Sofia-Cervello)

Sede Operativa: Via Ammiraglio Gravina 53 - 90139 Palermo

C.F. 97187790825

Tel. 091 7782629/091 6802034

Email: unioneassociazionipa@gmail.com





Copyright 2016. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu