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IL CENTRO IPOVISIONE E RIABILITAZIONE VISIVA ARIS A RISCHIO CHIUSURA

Pubblicato da in Editoriali ·
Tags: rischiochiusuracentroipovisioneriabilitazionevisivaarispalermo
Da anni ormai il Centro di Ipovisione e Riabilitazione, istituito e gestito dall’Associazione Retinopatici e Ipovedenti Siciliani presso l’Ospedale “V. Cervello” di Palermo, si configura come il privilegiato polo siciliano in cui poter intraprendere percorsi di riabilitazione visiva.
Il Centro sin dall’anno 2004, attraverso un protocollo d’intesa con l’AOOR “Villa Sofia-Cervello”, rappresenta in Sicilia una struttura di riferimento che si occupa di prevenzione, diagnostica e Riabilitazione Visiva specie nei confronti dei target fragili (bambini e anziani) con problematiche visive causa di ipovisione e cecità. Nel tempo ha ampliato la propria attività multidisciplinare inserendo la genetica quale azione propedeutica a diagnosi certe e ad interventi preventivi. Gli operatori del Centro (oculisti, ortottisti, psicologi, assistenti sociali, genetista...) hanno negli anni sperimentato un modello d'intervento per la presa in carico multidisciplinare del paziente ottenendo riconoscimenti della propria professionalità sul piano nazionale.
L’ARIS fin dalla prima applicazione della L.284 del 97 recante “Disposizioni per la prevenzione della cecità e per la riabilitazione visiva e l’integrazione sociale e lavorativa dei ciechi pluriminorati” e secondo quanto previsto dalla suddetta Legge ha gestito tale Centro, assicurando costantemente la presenza di un’équipe specializzata e continuamente aggiornata.
Ad oggi però, il mancato impinguamento dei fondi destinati alla sopracitata L.284/97 mette in seria discussione il mantenimento stesso della struttura e l’occupazione professionale di 12 operatori, rischiando di stroncare tutte le progettualità avviate e quelle pianificate.
Progettualità tra l’altro che riguardano un vasto target, in quanto le patologie oculari sono delle complicanze molto frequenti in numerosissime sindromi e malattie genetiche e rare. Tant’è che il Centro è divenuto un importantisimo punto di riferimento per le unità operative e i dipartimenti ospedalieri che inviano i loro pazienti, molti anche in età pediatrica, a fare controlli e accertamenti di diagnosi.
Tra queste progettualità rientrerebbero inoltre l’obiettivo di divenire Centro di Riferimento Regionale per le Malattie Rare dell’Occhio, ma anche il progetto nazionale (con l’AOU del Careggi di Firenze, i centri di ricerca oulistica e l’Osp. San Raffaele di Milano, il Dip. Di Farmacologia dell’Università di Pisa e l’IIT di Genova) per l’utilizzo di metodiche avanzate per la diagnosi e il monitoraggio della retinite pigmentosa propedeutio allo sviluppo di nuove terapie.
Ci ritroviamo ancora una volta dinanzi a intoppi burocratici e a conti di ragioneria da far quadrane, così comè successo con la recente esclusione della riabilitazione visiva dai LEA, che invece avrebbe potuto rappresentare opportunità di continuità ed accessibilità ai servizi ambulatoriali e riabilitativi.
 L'ARIS in quanto associazione e gestore del Centro, ma anche e soprattutto i pazienti tutti, non possono che maniffestare la loro forte preoccupazione e si uniscono in un appello alle istituzioni perchè venga trovata una soluzione urgente volta a garantire continuità delle azioni di prevenzione, informazione, ricerca scientifica, assistenza e riabilitazione dei disabili visivi ed il mantenimento di questa struttura prestigiosa che, pur avendo locali, attrezzature e personale specializzato nel settore, rischia dopo 20 anni di attività di chiudere battenti a danno dell’utenza fragile che si ritroverebbe senza altre alternative, se non andare fuori regione, tra l’altro con disagi e costi, anche regionali, non trascurabili.

Rocco Di Lorenzo - Presidente ARIS e UnANPSS


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