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I COMITATI CONSULTIVI AZIENDALI VIS À VIS CON L’ASSESSORE ALLA SALUTE - EDITORIALE A CURA DI ROCCO DI LORENZO

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Nati in seno alla legge regionale 2009 n. 5, recante “Norme per il riordino del SSR”, i Comitati consultivi Aziendali assolvono, da decreto, un ruolo di ponte tra i programmi e le politiche sanitarie e i bisogni di salute dei cittadini.
Costituiti da associazioni di tutela dei pazienti e degli operatori dei servizi socio-sanitari, rivestono un ruolo di intermediari, dunque, di partecipazione attiva all'interno delle dinamiche aziendali, di rappresentanza delle problematiche dei pazienti. Questo, "almeno sulla carta".
Tali organismi sono riuniti a loro volta in una Conferenza Regionale.
Lo scorso 25 Maggio i presidenti dei CCA siciliani hanno incontrato l’Assessore alla Salute Baldo Gucciardi, accompagnato da Marina Valli, Capo di Gabinetto, e Salvatore Giglione, Dirigente Generale DASOE.
Quest'incontro è stato fortemente richiesto dai presidenti, che precedentemente avevano prodotto una nota congiunta contenente osservazioni sulla Rete Ospedaliera, di recente riordino.
Tanti i punti di estrema importanza sollevati dalla Conferenza e su cui si è dibattuto: garantire l’aumento del numero di posti letto di lungodegenza in quantità accertata, implementare, potenziare ed integrare effettivamente i Punti di Primo Intervento, operare scelte chiare e responsabili sul futuro della Cardiochirurgia Pediatrica in Sicilia,
salvaguardare le Reti Assistenziali per le malattie reumatiche, del diabete (in età pediatrica e adulta), di ictus ed infarto, nonché i Centri Specialistici di riferimento Regionale riconosciuti, assicurando la costituzione delle UOS Dipartimentali con dotazione di risorse umane (in standard minimi definiti di organico medico ed infermieristico per volumi di assistenza secondo i dati epidemiologici) e posti letto dedicati per assicurare la piena funzionalità dei servizi assistenziali delle stesse Reti e riassorbire la mobilità passiva.
Il prioritario obiettivo di riqualificazione e potenziamento dell’assistenza sanitaria ambulatoriale, di continuità e prossimità territoriale, insito nella logica di deospedalizzazione, impone una verifica puntuale, riferita al Piano Operativo di Consolidamento e Sviluppo 2016/2018 per l’innalzamento del livello di qualità del SSR, ai servizi di prevenzione (ad es. si richiama l’attenzione sulle criticità degli ambulatori provinciali di medicina dello sport), ai percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (ad es. per le malattie neuromuscolari) da estendere alle malattie rare riconosciute dai nuovi LEA, alla riabilitazione (ad es. quella visiva a seguito di patologie causa di ipovisione e cecità).
Un confronto importante, avvenuto in ritardo, ma utile ad apprezzare la sincera disponibilità e sensibilità alle problematiche dei pazienti da parte dell'Assessore Gucciardi, che ha tenuto a precisare come l'ascolto ritardato dei CCA non sia stato conseguenza di un mancato riconoscimento del ruolo istituzionale di tali organismi, né tantomeno una trascuratezza o scarsa considerazione della loro importanza. Sono stati infatti i tempi ristretti imposti sul piano nazionale che hanno costretto un'accelerazione dell'iter burocratico e politico di approvazione del Piano di riordino della Rete Ospedaliera.
Tale volontà di porre attenzione alle osservazioni dei Comitati si è evidenziata non solo nella disponibilità a fornire chiarimenti in merito ad ogni punto del documento precedentemente stilato dai presidenti, e su altre problematiche emerse in seno all'incontro, ma anche nell'impegno a fornire giorni di tempo per integrare ulteriori segnalazioni da parte dei singoli CCA delle aziende siciliane.
Altro elemento evidenziato nel dibattito è stata la necessità di implementare il coinvolgimento dei CCA, così come previsto dalla L.R. 5/2009.  La richiesta franca e diretta che i presenti hanno avanzato è stata dunque quella di mettere in atto condizioni operative in cui il parere di tali organismi venga realmente richiesto dalle direzioni aziendali e dai vertici assessoriali, affinchè possano realmente configurarsi come tramite per i cittadini e i pazienti e non come “appendice” di un sistema.

Dott. Rocco Di Lorenzo - Presidente ARIS e UnANPSS


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